La cura del corpo e della psiche con le essenze
delle piante può vantare una storia di cinquemila anni. Ne fecero
uso prima gli Egizi, poi Greci e Romani e nel X secolo i medici arabi
insegnarono nelle università spagnole i metodi di estrazione.
In Europa si diffuse l’uso delle essenze con le Crociate, quindi
dopo un periodo di oblio, riapparve di nuovo in Germania tra il 1500
e il 1700 grazie anche ad un medico alchimista: Paracelso.
Agli inizi del XX secolo l’entusiasmo per le nuove scoperte
della chimica in campo medico rigettò nuovamente le essenze nel
dimenticatoio. Recentemente
si è riacceso l’interesse del mondo scientifico per
le essenze delle piante e la loro utilizzazione nel campo del benessere
psicofisico, perché ne sono state provate le capacità di
stimolazione delle forze vitali dell’individuo e del suo processo
di autoguarigione. Anche l’industria si è orientata nella produzione di
profumi atti a influenzare o rinforzare gli stati d’animo,
la comunicazione e gli acquisti.
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Però attenzione, con le essenze
prodotte dall’industria profumiera si ricavano ottimi profumi
di sintesi che possono essere utilizzati per personalizzare ambienti,
per l’igiene personale, inseriti nei bagnoschiuma, negli shampoo,
nelle acque di profumo ecc, ma anche per la presenza di additivi,
non possono essere assolutamente utilizzati nell’aromaterapia,
che si serve solo di oli essenziali purissimi ed esclusivamente naturali.
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